La scelta dei Portland Trail Blazers per la panchina, dopo la separazione con l’allenatore ad interim Tiago Splitter (firmato poi dai Bulls), è alla fine ricaduta su Micah Nori, primo assistente di Chris Finch ai Minnesota Timberwolves che era corteggiato anche dai Dallas Mavericks (che hanno optato per Dusty May, coach di Michigan).
Nori è alla prima esperienza da capo-allenatore in NBA, dopo tanta gavetta da assistente tra Toronto, Sacramento, Denver, Detroit e appunto Minnesota. La particolarità dell’accordo tra il tecnico 52enne e Portland è il contratto: un annuale con due Team Option per le prossime due stagioni. Non proprio un accordo che manifesta fiducia da parte dei Blazers, che vogliono tenersi quindi aperte le possibilità di separarsi da Nori senza problemi. Non è la prima volta che la proprietà, in particolare l’owner Thomas Dundon, negli ultimi mesi ha un atteggiamento insolito nei confronti del coach: dopo la sospensione di Chauncey Billups per il caso scommesse, la franchigia ha infatti deciso di non confermare Splitter nonostante una stagione positiva, conclusa con i Playoff, dopo avergli offerto un salario inferiore agli standard NBA. La notizia era circolata proprio durante la serie contro i San Antonio Spurs.
Rip City, welcome our new head coach, Micah Nori! pic.twitter.com/XG0Rnc2ZjI
— Portland Trail Blazers (@trailblazers) June 23, 2026
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